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Articolo di Novembre 2025 dell’Autrice Sofia

Lo spazzino e l’autunno della vita

Con l’arrivo dell’autunno mi sono accorta che le foglie sono iniziate a cadere, e fuori la mia casa, tutto sembra in disordine e coperto di foglie. Di sera sento uno strano rumore, ma non so il perché…sarà il vento e quindi non me ne preoccupo. Una volta, però vedo un uomo…vado a controllare e scopro che è un uomo vestito da spazzino: vestiti consumati, magrissimo, occhi grandi come bolle, le mani rugose e strette intorno alla scopa. Solo il chiaro di luna faceva intravedere alcuni dettagli.

La sua presenza sempre più vicina, mi preoccupa un po’. Un giorno sento bussare alla porta: era lui.

Lo spazzino, affamato e un po’ malato, gli offro un riparo, da mangiare e lui in cambio si offre di lavorare per me e ripulire la mia strada dalle foglie.

All’improvviso lo spazzino cade a terra, e nonostante la stanchezza e il suo malore, disse che avrebbe finito il suo lavoro…ma non lo fece e morì.

Dopo un po’ anche io caddi a terra nel mio salotto, con accanto una foglia… sulla mia poltrona preferita… l’autunno della vita era arrivato per tutti.

Riflessioni della Dott.ssa Monica Greco

Cara Sofia,
le tue parole mi hanno attraversata come fa il vento d’autunno: in silenzio, ma lasciando dentro un movimento profondo.
Mentre leggevo il tuo racconto, ho sentito che non stavi semplicemente descrivendo una storia…
Stavi toccando un tema enorme, quello del tempo, della fragilità e del ciclo della vita.
Proprio oggi … oggi non è’ stata una giornata come tutte le altre.
In questi giorni una foglia preziosa, dorata, luminosa, piena di luce pura che portava luce al suo bene più prezioso (suo figlio), e’ caduta e il vento l’ha portata in cielo, al cospetto di Dio. Il suo nome era Michela. Era pura, sorridente e guerriera. Io non riuscivo ad accettare che questa foglia fosse caduta.
Ma tu hai saputo descrivere le foglie che cadono con una sensibilità rara, con immagini che rimangono:
le foglie che coprono tutto, lo spazzino magrissimo illuminato solo dalla luna, la tua porta che si apre a uno sconosciuto nel bisogno, e poi quel finale che ha il sapore dolce-amaro della verità.
Sai che cosa ho percepito?
Che tu vedi oltre le apparenze.
Hai trasformato lo spazzino in un simbolo:
la cura, la fatica, la dignità di chi continua a fare il proprio compito anche quando il corpo non regge più.
E nello stesso tempo hai mostrato che ogni vita, anche quella più silenziosa, lascia un segno.
Una foglia accanto, una presenza, un gesto.
Il modo in cui hai collegato la sua fine alla tua…
quel passaggio è di una maturità che sorprende.
Parli dell’“autunno della vita” come se avessi già compreso qualcosa che molti adulti faticano a guardare:
che ogni stagione ha un suo senso, una sua bellezza, e anche una sua inevitabile delicatezza.
Eppure, nella tua storia non c’è solo malinconia.
C’è umanità: tu apri la porta a qualcuno che nessuno vede, dai da mangiare, offri un riparo.
Il tuo cuore parla prima della tua testa.
E questo ti rende speciale.
Sofia, continua a scrivere così.
Hai una voce che accarezza l’anima e allo stesso tempo scuote.
Hai un modo di osservare la vita che va in profondità, che tocca ciò che spesso gli altri evitano.
Io ti vedo, e vedo la tua profondità.
Coltivala.
Proteggila.
E continua a raccontare, perché il mondo ha bisogno di occhi come i tuoi. Mi piace pensare che la foglia quando cade, e il vento la porta in cielo sia simbolo di rinascita e di eternità di un sentimento unico che si chiama Amore incondizionato e che guarisce più di ogni cura .
Grazie di cuore
Con grande affetto, e gratitudine, la tua dottoressa Monica

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