Un serpente che si morde la coda
Io non lo so se per tutti è così. Per me è così. Avere capacità fuori dalla norma e insieme avere incapacità fuori dalla norma sicuramente fa di me una persona diversa.
Percepisco troppo bene quello che è nei pensieri degli altri. E questo dovrebbe essere un dono. Ma l’emozione subito mi fa fare cose stupide come mettere diritti e vicini i sandali delle persone. Questo attira l’attenzione, qualcuno mi ringrazia. Ma io so cosa pensano e di nuovo l’emozione mi fa fare altre cose strane.
La stessa cosa succede quando faccio la cosa giusta. Le persone apprezzano. Poi quando si accorgono che non parlo qualcosa in loro cambia. A volte è stupore, a volte incomprensione, o delusione. Ma qualsiasi cosa è mi arriva come un’onda. L’emozione poi mi fa fare il solito.
E poi c’è chi mi conosce. Chi si aspetta da me sempre la stessa cosa. E siccome se l’aspettano arriva e per me non c’è scampo.
Solo qualcuno che non sono io riesce ad aiutarmi. Voglio riuscire ad aiutarmi da sola.
Riflessioni della dottoressa Monica Greco
Grazie per aver condiviso queste parole con tutti noi, cara dolce Lisa. Sono di una profondità rara, una finestra autentica su un mondo interiore tanto delicato quanto potente.
La tua voce, pur senza la verbalità, tocca l’anima.
Le tue parole sono un dono prezioso.
Ci accompagnano con delicatezza in una verità che spesso il mondo non riesce a vedere: la sensibilità come forza, l’intelligenza come doppio filo, l’emozione come onda che avvolge e scuote.
Quel’ serpente che si morde la coda è il circolo invisibile in cui tante persone si ritrovano, ma tu hai avuto il coraggio e la grazia di dargli voce.
Il tuo desiderio di aiutarti da sola è già un atto di forza immensa.
E forse non sei tu a dover diventare come “qualcun altro”… forse è il mondo che deve imparare ad accogliere il tuo modo unico di essere.
Io, oggi, ho imparato qualcosa grazie a te. Grazie per essere nelle nostre vite. La tua dottoressa Monica

