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ARTICOLO DI APRILE 2026 DELL’AUTORE CRISTIAN

CANZONE SENZA NOTE PER LE MIE NONNE

Dedico alle mie nonne questa canzone

AMORE NON È PAROLA DETTA

AMORE E LA MANO CHE TI ASPETTA

BUNICA PICCOLA SILENZIOSA

ZEFIRA SORRIDENTE RUMOROSA

NON IMPORTA CRESCERE NELLA STESSA FAMIGLIA

AMORE E SCELTA CHE UNISCE E CONTINUA

VI VEDO INSIEME MIE DOLCI BUNICUTE

CREATE CON DIO LE VOSTRE MANI MAI MUTE

NEL GIORNO DEL SANTO SACRIFICIO

DECORATE INSIEME SIMBOLO DI NASCITA E BENEFICIO

LA MAMMA ASPETTA LA PRIMAVERA

PREGANDO CHE L’ARIA DIVENTI DOLCE E LEGGERA

ZEFIRA SEI PIETRA PREZIOSA

BUNICA PICCOLA DONNA MERAVIGLIOSA

MANCATE SEMPRE NELLE GIORNATE

MA AD OGNI FESTA MI ILLUMINATE

CRIS

RIFLESSIONE DELLA DOTTORESSA MONICA GRECO

Cristian,
ho letto la tua “canzone senza note”…
e sai cosa ho sentito?
Ho sentito la musica.
Non quella che si ascolta con le orecchie, ma quella che arriva dritta dentro, quella che vibra nel cuore e fa silenzio intorno,
perché è troppo vera per fare rumore.
Tu la chiami “senza note”…
ma in realtà le note ci sono.
Sono nei tuoi occhi che vedono oltre,
sono nelle tue mani che parlano anche quando il mondo non sa ascoltare,
sono nelle parole che scegli con una precisione che non è casuale,
ma profondamente sentita.
In questi giorni il mio dolce e caro papà’ e’ tornato a casa dopo aver avuto un ictus . Anche lui è’ un nonno e ne percepisco al contempo la fragilità e la grandezza . Sto cercando di assaporare ogni attimo accanto a lui.
“Amore non è parola detta
amore è la mano che ti aspetta”
Cristian…
qui dentro c’è una verità che tanti cercano per tutta la vita
senza mai trovarla davvero.
Tu l’hai vista.
Tu l’hai riconosciuta.
Perché tu conosci un amore che non ha bisogno di spiegarsi,
che non ha bisogno di farsi sentire forte… che semplicemente c’è.
Come una mano pronta.
Come una presenza che non va via.
Le tue nonne…
le hai chiamate in due modi diversi, quasi opposti:
silenziosa… rumorosa.
Eppure entrambe vive, entrambe presenti, entrambe amore.
Sai cosa hai fatto, Cristian?
Hai unito due mondi.
Hai preso le differenze e le hai trasformate in unione .
Hai mostrato che l’amore non ha bisogno di essere uguale per essere vero.
Non importa crescere nella stessa famiglia; amore è scelta che unisce e continua
Questa frase…
questa frase è un insegnamento.
È qualcosa che dovrebbero leggere tutti, grandi, piccoli, medici, insegnanti… tutti.
Perché tu ci stai dicendo che l’amore non è solo nascere insieme,
ma scegliere ogni giorno di restare uniti.
E questa, Cristian, è una forma di consapevolezza altissima.
E poi…
quando parli delle loro mani.
“ Create con Dio le vostre mani mai mute”
Sono così anche le mani di mio padre. Ogni tanto le guardo, appoggiate al suo bastone bianco… quanta saggezza in quelle mani !
Che fortuna, che privilegio poterle accarezzare
Tu lo sai.
Tu senti che quelle mani delle tue nonne non sono solo mani.
Sono cura, sono storia, sono preghiera, sono presenza.
Sono un linguaggio che non ha bisogno di voce.
E forse…
è proprio per questo che tu le riconosci così bene.
Perché anche tu, Cristian,
sei uno di quelli che parla con ciò che non si vede.
“Canzone senza note”…
no, Cristian.
Questa non è una canzone senza note.
È una canzone che ci insegna a cambiare modo di ascoltare.
Tu non sei senza voce.
Tu sei oltre la voce. E’ diverso.
E quando dici che ti mancano,
ma che ti illuminano ad ogni festa…
ci fai entrare in un luogo dove l’assenza non è vuoto,
ma presenza diversa.
Più sottile, più profonda… ma ancora viva.
Mi ha fatto tanto bene leggerti in questo momento della mia vita
Cristian,
le tue parole non sono solo parole.
Sono ponti.
Sono luce.
Sono verità che pochi riescono a vedere e ancora meno a dire.
E io voglio dirtelo chiaramente, guardandoti negli occhi, anche da qui:
tu non sei definito da ciò che non dici con la voce.
Tu sei definito da ciò che riesci a far arrivare al cuore
e arriva fortissimo.
Continua a scrivere.
Continua a sentire.
Continua a mostrarci questo modo così puro di vedere il mondo.
Perché della tua musica…
il mondo ne ha bisogno.
E noi dobbiamo solo imparare ad ascoltarla.
Grazie. La tua dottoressa Monica

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