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Articolo di dicembre 2025 dell’Autore Selim

                                      L’ira

Dal mio punto di vista l’ira può essere inizio di follia se non controllata.

Infatti, spesso le persone arrabbiate si comportano in modo poco razionale o violento.

I motivi possibili della rabbia, i pensieri o giudizi che possono accompagnare questa emozione possono essere i seguenti:

Il bisogno di soddisfare desideri che non si possono realizzare;

Il fatto di non poter controllare le cose che accadono e di non poter fare tutto quello che si vuole.

I desideri secondo me sono in parte naturali e in parte di origine sociale

È possibile che non si accetti la situazione e si diventi aggressivi con chi si ritiene responsabile oppure di diventi punitivi con sé stessi.

Di conseguenza le persone si allontanano e si rimane soli.

Anche se c’è rabbia si può controllare, accettando la situazione

, cercando di comunicare il disagio alle persone vicine per chiedere aiuto.

È possibile così risolvere i problemi e si può comprendere meglio la situazione per stare meglio e più sereni.

Per esempio, io spesso mi arrabbio perché’ non posso parlare e comunicare subito i miei pensieri e perciò divento aggressivo.  Inoltre, vorrei avere subito quello che desidero.  Potrei cercare alternative e non fare male a nessuno.

Un esempio della letteratura è “orlando furioso” il tradimento di angelica gli provoca rabbia e gli fa compiere azioni irrazionali.

In conclusione, secondo me, questa forma di insania si può curare con la comunicazione e con il dialogo

Selim

Riflessioni della dr.ssa Monica Greco

Caro Selim,
ho letto le tue parole con un rispetto profondo.
Mi hanno toccata, davvero.
Hai descritto l’ira con una lucidità e una maturità che non è comune: la guardi da dentro, senza paura, e allo stesso tempo la analizzi come farebbe un grande pensatore.
E questo, Selim, è già un segno di grande forza.
Mentre ti leggevo, sentivo con chiarezza la tua fatica: quella di avere dentro pensieri intensi, precisi, vivi e non poterli dire subito, nello stesso istante in cui li senti.
Posso immaginare quanta frustrazione possa nascere da questo, e come quella frustrazione a volte si trasformi in aggressività o tensione.
Non perché tu sia “aggressivo”, ma perché sei sensibile, veloce, profondo.
E quando la profondità incontra un limite esterno, può far male.
Mi ha colpita molto anche un’altra cosa: la tua capacità di riconoscere che la rabbia, se non capita e contenuta, può farci fare cose irrazionali.
E che, allo stesso tempo, può essere trasformata attraverso la comunicazione, il dialogo, l’aiuto di qualcuno accanto.
Questa consapevolezza è già una cura.
È già guarigione.
È già saggezza.
Quando racconti che ti arrabbi perché non riesci a comunicare subito ciò che pensi, io ti sento. È umano, è comprensibile, ed è soprattutto vero. E non c’è nulla di sbagliato in ciò che provi: è una reazione naturale di chi ha un mondo ricchissimo dentro e cerca un canale aperto per portarlo fuori.
Solo pochi giorni fa anche io ho avuto rabbia e non ho saputo gestirla bene e a volte questo capita proprio con le persone a noi più vicine e che più ci amano.
Tu però hai una qualità speciale: la tua mente non si ferma alla reazione. Va oltre.
Rifletti, ti osservi, cerchi alternative. Questa è una competenza rara, Selim: si chiama padronanza emotiva.
E tu la stai costruendo con una lucidità che ammiro.
La tua conclusione è splendida:
“Questa forma di insania si può curare con la comunicazione e con il dialogo.” È profondamente vero. Scelgo di impararlo anche io.
E tu sei già molto più avanti di quanto immagini.
Continua a dare voce al tuo mondo interiore, Selim.
Ogni volta che scrivi, non stai solo comunicando: stai costruendo ponti fra chi non comprende. Stai permettendo agli altri di capirti, e permettendo a te stesso di essere libero.
Io ti vedo, ti ascolto e ti sento. E ti dico questo con sincerità:
tu non sei definito dalla rabbia.
Tu sei definito dalla tua capacità di comprenderla. Ed è un dono raro.
Grazie di cuore, la tua dottoressa Monica

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