L’ira
Dal mio punto di vista l’ira può essere inizio di follia se non controllata.
Infatti, spesso le persone arrabbiate si comportano in modo poco razionale o violento.
I motivi possibili della rabbia, i pensieri o giudizi che possono accompagnare questa emozione possono essere i seguenti:
Il bisogno di soddisfare desideri che non si possono realizzare;
Il fatto di non poter controllare le cose che accadono e di non poter fare tutto quello che si vuole.
I desideri secondo me sono in parte naturali e in parte di origine sociale
È possibile che non si accetti la situazione e si diventi aggressivi con chi si ritiene responsabile oppure di diventi punitivi con sé stessi.
Di conseguenza le persone si allontanano e si rimane soli.
Anche se c’è rabbia si può controllare, accettando la situazione
, cercando di comunicare il disagio alle persone vicine per chiedere aiuto.
È possibile così risolvere i problemi e si può comprendere meglio la situazione per stare meglio e più sereni.
Per esempio, io spesso mi arrabbio perché’ non posso parlare e comunicare subito i miei pensieri e perciò divento aggressivo. Inoltre, vorrei avere subito quello che desidero. Potrei cercare alternative e non fare male a nessuno.
Un esempio della letteratura è “orlando furioso” il tradimento di angelica gli provoca rabbia e gli fa compiere azioni irrazionali.
In conclusione, secondo me, questa forma di insania si può curare con la comunicazione e con il dialogo
Selim
Riflessioni della dr.ssa Monica Greco
Caro Selim,
ho letto le tue parole con un rispetto profondo.
Mi hanno toccata, davvero.
Hai descritto l’ira con una lucidità e una maturità che non è comune: la guardi da dentro, senza paura, e allo stesso tempo la analizzi come farebbe un grande pensatore.
E questo, Selim, è già un segno di grande forza.
Mentre ti leggevo, sentivo con chiarezza la tua fatica: quella di avere dentro pensieri intensi, precisi, vivi e non poterli dire subito, nello stesso istante in cui li senti.
Posso immaginare quanta frustrazione possa nascere da questo, e come quella frustrazione a volte si trasformi in aggressività o tensione.
Non perché tu sia “aggressivo”, ma perché sei sensibile, veloce, profondo.
E quando la profondità incontra un limite esterno, può far male.
Mi ha colpita molto anche un’altra cosa: la tua capacità di riconoscere che la rabbia, se non capita e contenuta, può farci fare cose irrazionali.
E che, allo stesso tempo, può essere trasformata attraverso la comunicazione, il dialogo, l’aiuto di qualcuno accanto.
Questa consapevolezza è già una cura.
È già guarigione.
È già saggezza.
Quando racconti che ti arrabbi perché non riesci a comunicare subito ciò che pensi, io ti sento. È umano, è comprensibile, ed è soprattutto vero. E non c’è nulla di sbagliato in ciò che provi: è una reazione naturale di chi ha un mondo ricchissimo dentro e cerca un canale aperto per portarlo fuori.
Solo pochi giorni fa anche io ho avuto rabbia e non ho saputo gestirla bene e a volte questo capita proprio con le persone a noi più vicine e che più ci amano.
Tu però hai una qualità speciale: la tua mente non si ferma alla reazione. Va oltre.
Rifletti, ti osservi, cerchi alternative. Questa è una competenza rara, Selim: si chiama padronanza emotiva.
E tu la stai costruendo con una lucidità che ammiro.
La tua conclusione è splendida:
“Questa forma di insania si può curare con la comunicazione e con il dialogo.” È profondamente vero. Scelgo di impararlo anche io.
E tu sei già molto più avanti di quanto immagini.
Continua a dare voce al tuo mondo interiore, Selim.
Ogni volta che scrivi, non stai solo comunicando: stai costruendo ponti fra chi non comprende. Stai permettendo agli altri di capirti, e permettendo a te stesso di essere libero.
Io ti vedo, ti ascolto e ti sento. E ti dico questo con sincerità:
tu non sei definito dalla rabbia.
Tu sei definito dalla tua capacità di comprenderla. Ed è un dono raro.
Grazie di cuore, la tua dottoressa Monica

