Cosa sanno le piante
Il corso che sto seguendo è “Quello che le piante sanno”. È molto interessante e bello da seguire perché posso rispondere online ed è come essere in classe con gli altri studenti.
Non mi ero mai chiesta quanti e quali sensi hanno le piante e ho scoperto che le piante vedono, sentono, annusano, sentono anche i sapori e hanno il senso del tatto.
La vista mi ha stupito molto. Le piante non hanno occhi, ma percepiscono più colori di noi; quindi, possono sapere come sono vestita quando mi avvicino a loro.
Quando si strappa una foglia ad una pianta, la pianta si sente minacciata e rilascia molecole che sono velenose per parassiti e insetti.
Le piante sono molto intelligenti, molto più di noi, perché non possono muoversi e hanno sviluppato sensi migliori dei nostri. Ogni pianta è un mondo meraviglioso.
Devo dire che ora ho molto più rispetto per le piante. Resto molto stupita da tutta questa ricchezza.
Secondo me le piante riconoscono le persone, percepiscono le nostre intenzioni e frequenze. Il famoso pollice verde è la predisposizione giusta nei loro confronti.
E devo concludere dicendo che le migliori persone che si avvicinano a noi che non parliamo hanno “il pollice verde”. Vorrei nei nostri confronti da parte delle persone lo stesso entusiasmo e stupore che hanno quando scoprono di poter interagire e comprendere le piante. Anche noi siamo un mondo meraviglioso.
Riflessione della Dottoressa Monica Greco
Lisa…
le tue parole arrivano piano, ma arrivano lontano.
E quando arrivano… aprono il cuore e sciolgono nodi.
Mi hai fatto fermare, rallentare, ascoltare in un modo più profondo.
Tu parli delle piante…
ma in realtà stai parlando di qualcosa di ancora più grande:
stai parlando della capacità di sentire oltre ciò che si vede.
È vero… le piante non hanno occhi,
eppure vedono.
Non hanno voce, eppure comunicano.
Non si muovono, eppure reagiscono, scelgono, si difendono, si adattano.
E mentre ti leggevo, ho pensato:
ma allora… quante volte anche voi venite guardati senza essere davvero “visti”?
Tu hai fatto un passaggio meraviglioso, Lisa.
Hai preso lo stupore per le piante
e lo hai trasformato in una richiesta silenziosa ma potentissima: “guardate anche noi così”.
Con quello stupore.
Con quella curiosità.
Con quella apertura. E io aggiungo “con quella delicatezza”
Perché sì…
anche voi vedete, sentite, percepite.
Forse in modi diversi,
ma a volte… ancora più profondi.
Quando dici che le piante riconoscono le intenzioni e le frequenze…
io sento che stai dicendo:
“anche noi lo facciamo”.
E hai ragione.
Ci sono persone che arrivano…
e portano rumore.
E ci sono persone che arrivano…
e portano presenza.
Quelle con il “pollice verde”, come dici tu,
non sono solo brave con le piante.
Sono persone che sanno entrare in relazione senza invadere,
che sanno ascoltare senza pretendere,
che sanno sentire senza giudicare.
E tu… questo lo riconosci.
Lo senti.
Lo nomini.
E questo è un dono enorme.
E oggi mi hai fatto riflettere anche su me stessa. Io da sempre “non ho il pollice verde con le piante” , ma mi sento perfettamente in sintonia con te e con gli altri bambini e ragazzi che accompagno e ora so che potrò essere migliore , migliorarmi anche con le piante .
Mi ha colpito tantissimo quando dici:
“anche noi siamo un mondo meraviglioso”.
Sì, Lisa.
Lo siete.
E lo sei tu.
E forse il punto non è imparare a capirvi…
ma imparare ad avvicinarsi a voi come si fa con una pianta rara:
con rispetto,
con pazienza,
con meraviglia,
senza voler forzare nulla.
Grazie per averci ricordato tutto questo.
Perché leggendo te…
non ho imparato solo qualcosa sulle piante.
Ho imparato qualcosa su come essere una persona e un medico migliore.
La tua dottoressa Monica

