L’ACCOGLIENZA
Accogliere può significare più cose, integrare, stare insieme, includere, aprirsi al nuovo e imparare dalla diversità, imparare la lingua del Paese che ci ospita.
Uno straniero è un cittadino di un altro Paese; la persona ospitata può essere considerata diversa, non familiare.
Essere straniero significa avere cultura e tradizioni diverse dal Paese che ci ospita.
La lingua che può farci sentire inclusi è quella condivisa con il gruppo di appartenenza.
Quando io penso alla parola accoglienza penso solo a qualcosa che mi faccia stare
bene, in tutte le situazioni.
Tutti devono essere coinvolti per esempio a scuola vorrei poter stare bene con i miei compagni e anche gli insegnanti, quando si fanno lavori di gruppo vorrei poter continuare a partecipare.
Quando sono ben accolto mi sento libero, posso esprimermi, muovermi, fare esperienze che mi fanno scoprire me stesso e gli altri.
Mi sento sicuro quando c’è con me qualcuno di cui mi fido, quando so esattamente quello che devo fare, quando c’è continuità nelle relazioni e nelle abitudini.
In queste situazioni penso, non può succedere niente di brutto.
Non mi sento accolto quando la gente mi evita, non mi sento libero se devo stare fermo senza comunicare come vorrei.
Mi sento insicuro quando non ho un aiuto adeguato e non mi sento compreso.
In queste situazioni penso, non posso da solo fare niente, sono solo e non sono compreso.
Riflessioni della Dott.ssa Monica Greco
Caro Selim,
le tue parole mi hanno colpito profondamente.
Mentre ti leggevo, sentivo quanto sia importante per te sentirti accolto, ascoltato, parte di qualcosa che ti fa stare bene.
E sai una cosa? Ti capisco davvero.
Anche per me, accoglienza non è solo una parola.
È un’esperienza.
È quando posso essere me stessa, senza sentirmi giudicata o messa da parte.
È quando qualcuno mi guarda negli occhi e mi fa capire che sono importante
Hai ragione quando dici che la fiducia, la continuità e il sentirsi parte di qualcosa si prezioso sono fondamentali. Quando ci sono questi ingredienti, ci sentiamo liberi, curiosi, vivi.
E quando mancano, tutto diventa più difficile, e ci si può sentire persi e soli.
Voglio dirti che non sei solo. Le emozioni che hai descritto le provano tante persone, anche se magari non lo dicono.
Hai avuto il coraggio di esprimerle con chiarezza e sensibilità, e questo è qualcosa di grande.
Spero che tu possa sempre trovare attorno a te persone che ti accolgono davvero, con il cuore aperto.
E spero che anche a scuola tu possa continuare a partecipare, a parlare, a essere ascoltato, perché la tua voce conta.
Ti ringrazio per aver condiviso un pezzo così autentico di te.
Con gratitudine e affetto , la tua dottoressa Monica

