L’AMICIZIA SECONDO ARISTOTELE
Secondo Aristotele le specie di amicizia sono tre:
una basata sull’utile, una basata sul piacere e una basata sul bene reciproco.
Secondo Aristotele l’amicizia perfetta è quella basata sul bene reciproco perché basata sulla virtù ed è duratura.
L’amicizia perfetta, secondo me, è rara perché le persone in generale sono egoiste.
Secondo me diventano amiche persone simili perché’ si possono condividere le esperienze. Le persone differenti potrebbero mostrare disinteresse.
Secondo Aristotele perché l’amicizia sia duratura bisogna volere il bene disinteressato e l’esercizio, cioè si deve coltivare l’amicizia.
L’amicizia secondo me può durare anche a distanza ma la comunicazione deve essere profonda, non superficiale. Inoltre, il motivo della comunicazione deve essere la condivisione di pensieri ed emozioni.
La descrizione dei giovani, secondo Aristotele, corrisponde alle caratteristiche dei giovani di oggi: vogliono piaceri immediati e cambiano facilmente idea, vogliono cose diverse. Secondo la mia esperienza indiretta i giovani interrompono spesso gli studi, le relazioni non sono costanti
Aristotele afferma:” Senza amici, nessuno sceglierebbe di vivere, anche se possedesse tutti gli altri beni”
L’amicizia è necessaria per essere felici perché l’uomo è un essere sociale
Dal mio punto di vista se fossi ricco sarei felice perché potrei fare quello che voglio ma mi mancherebbe la possibilità di condividere e dunque la mia felicità sarebbe compromessa.
Riflessioni della dottoressa Monica Greco
Caro Selim,
ho letto con attenzione e con grande piacere le tue parole sull’amicizia secondo Aristotele.
Mi ha colpito la maturità con cui hai riflettuto su un tema tanto antico quanto attuale, e la sensibilità con cui hai saputo intrecciare il pensiero del filosofo con la tua esperienza personale.
Hai colto un punto essenziale e che io condivido totalmente: l’amicizia perfetta, quella basata sul bene reciproco, è davvero rara.
Richiede virtù, sincerità, presenza. E a volte anche il saper riconoscere i propri errori. Richiede il coraggio di voler bene senza aspettarsi nulla in cambio.
Ed è vero: nella nostra società, spesso dominata dall’egoismo e dalla fretta, questo tipo di legame profondo è difficile da trovare.
Ma quando accade, quando due persone si scelgono non per bisogno ma per risonanza, allora nasce qualcosa di straordinario: una forma d’amore che illumina la vita.
Hai scritto che l’amicizia, per durare, ha bisogno di essere coltivata.
Sono d’accordo con te, e aggiungo che coltivare un’amicizia significa imparare ad ascoltare, a rispettare i tempi dell’altro, a esserci anche nel silenzio.
È come curare un giardino: se lo trascuri, le radici si seccano; ma se lo annaffi con parole gentili e gesti sinceri, può fiorire anche dopo un inverno.
Mi è piaciuto molto quando hai detto che l’amicizia può resistere alla distanza, purché la comunicazione resti profonda.
Hai ragione: non servono mille messaggi al giorno, ma una sola parola vera, detta con il cuore.
La lontananza non divide chi è unito da un sentire autentico.
E quando citi Aristotele — “Senza amici, nessuno sceglierebbe di vivere, anche se possedesse tutti gli altri beni” — ricordi a tutti noi una verità che spesso dimentichiamo: la felicità non è mai un fatto solitario.
Anche se avessimo tutto, senza qualcuno con cui condividere la vita, resterebbe un vuoto dentro che nessun bene materiale può colmare.
Mi ha commosso leggere la tua conclusione, perché nelle tue parole sento una profondità che non è scontata alla tua età.
Hai lo sguardo di chi osserva il mondo con cuore aperto e spirito critico.
Continua così, Selim. Continua a cercare legami veri, a coltivare l’amicizia come un valore, a guardare oltre l’apparenza.
Perché le relazioni sincere sono la parte più luminosa della nostra umanità e chi, come te, sa riconoscerle, ha già compreso molto della vita.
Con stima, affetto e amicizia.
La tua dottoressa Monica

